Solare Termodinamico: intervista esclusiva a Caffarelli-Li Gotti
Written by admin
domenica, 7 marzo 2010 01:18
Ho il piacere di intervistare oggi due veri esperti di energie sostenibili: Emilia Li Gotti ed Alessandro Caffarelli (http://www.ingalessandrocaffarelli.it). Due ingegneri che, nella loro esperienza nell’ambito delle energie rinnovabili, si sono conquistati sul campo fama di persone estremamente preparate ed attive in particolare nell’ambito dell’energia solare.
Negli ultimi mesi la politica italiana ha voluto mettere, a detta di molti ed anche dell’ENEA, la “museruola” ad una tecnolgia estremamente interessante: il solare termodinamico. Questa è una tecnologia che usa il sole per ottenere energia elettrica ma che permette anche di accumularla durante le ore notturne a costi che già adesso sono assolutamente interessanti. Inoltre è facilmente prevedibile che in un tempo relativamente breve sarà anche più economica dell’energia prodotta da combustibili fossili (petrolio, gas, carbone …).
Adesso vi lascio a loro ed alle loro utilissime risposte per capire di più questa tecnologia, i suoi benefici, l’evoluzione, cosa noi possiamo fare e che cosa sta succedendo in Italia.
Di seguito un estratto dell’intervista che ho potete scaricare completamente nella sezione interviste di questo sito.
Emilia Li Gotti e Alessandro Caffarelli, di cosa vi occupate professionalmente?
Emilia Li Gotti, ingegnere aerospaziale, opera nello studio e nella progettazione di impianti alimentati da fonti rinnovabili, con particolare riguardo al solare termoelettrico.
Alessandro Caffarelli, ingegnere aerospaziale, esperto di impiantistica elettrica, opera nel settore della progettazione di impianti IAFR. Coautore de “Sistemi solari fotovoltaici: progettazione e valutazione economica in conto energia” e “Sistemi eolici: progettazione e valutazione economica”, Maggioli Editore 2009, è docente di Progettazione dei Sistemi Fotovoltaici per conto del CIRPS Consortium de La Sapienza Università di Roma e di numerosi altri corsi di formazione relativi alla progettazione di impianti fotovoltaici ed eolici organizzati da ordini professionali ed altre organizzazioni indipendenti. E’ attualmente vicepresidente esecutivo di “Intellienergia S.r.l.” Spin- off ad elevato valore tecnico-scientifico promosso e partecipato dall’Università degli Studi di Roma Tor Vergata, che si propone di offrire servizi di consulenza legale economica ed ingegneristica, nonché di formazione e certificazione in materia di fonti rinnovabili.
Solo per essere più chiari, che differenza c’è con la trasformazione di energia solare in elettrica attraverso il sistema termodinamico e quello fotovoltaico?
I sistemi fotoelettrici e solari termodinamici, differiscono per ingegneria di sistema ed esercizio impiantistico nonostante godano della comune caratteristica di fruizione della risorsa solare. La tecnologia fotovoltaica permette l’immediata conversione dell’energia solare in energia elettrica. Il principio di funzionamento è invariante rispetto al tipo di impianto considerato, fisso o mobile. Sfruttando l’effetto“fotovoltaico”, i moduli in silicio collegati tra loro in serie a formare stringhe – il cui parallelo costituisce il campo solare – una volta raggiunti dalla radiazione solare globale irraggiata, generano ai capi del parallelo una differenza di potenziale, responsabile del movimento di elettroni e dunque della conversione diretta in energia elettrica a partire da quella termica raccolta.
Escludendo il dettaglio della trattazione sulla tecnologia a disco parabolico, funzionante a motore Stirling, in una centrale termodinamica, specchi ad
opportuna concavità, raccolgono la componente diretta della radiazione solare, la concentrano e la riflettono su di un ricevitore sottovuoto, longitudinale o puntuale in considerazione della movimentazione dei collettori solari. Un fluido termovettore, scorrendo all’interno del ricevitore, raccoglie l’energia termica concentrata e riflessa, veicolandola attraverso il campo solare potendo raggiungere, qualora si scegliesse una miscela di nitrati fusi, temperature superiori a 550 °C. In uscita dal campo, opportunamente stoccata, l’energia termica, inviata successivamente ad un generatore, consente la produzione di vapore ad elevata temperatura, utile all’immissione in una turbina comune ad una qualunque unità convenzionale di potenza, per la produzione di energia elettrica iniettabile in rete.
Si differenzia in parte la tecnologia a lenti Fresnel: il tubo ricevitore, nel quale non è necessario creare vuoto, poiché è adottabile come fluido veicolante calore l’acqua, è fisso rispetto alla struttura ad inseguimento. La struttura impiantistica, più leggera, si semplifica ulteriormente, considerando l’assenza dello scambiatore di calore a monte della turbina.
La sostanziale differenza con la tecnologia fotovoltaica, che solo in taluni casi (impianti isolati) risolve la scarsità di insolazione con batterie ed accumulatori, risiede nella possibilità di accumulare energia termica, utilizzabile all’occorrenza, assicurando la produzione continua di energia elettrica, con apporto ridotto di energie fossili. Non è prerogativa prevista, però, nel caso di tecnologia a disco parabolico. In tal caso infatti, il fluido termovettore (idrogeno o elio) stipato nel motore Stirling alloggiato in posizione focale, fornisce un apporto energetico tale da assicurare, mediante ciclo termodinamico, lavoro utile e dunque energia meccanica necessaria alla produzione di energia elettrica, una volta convertita in un generatore o in un alternatore.
Informazioni su dove sta andando il mondo e l’Italia con questa tecnologia che può soppiantare centrali nucleari a tutti gli effetti la potete scaricare dalla sezione interviste su:
http://www.energissima.it/interviste/
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